L'Innocente · Gabriele D'Annunzio

Chapter 41: Capitolo 41

Una sera (fu il 14 di dicembre), mentre io e Federico tornavamo alla Badiola, scorgemmo d'innanzi a noi sul viale un uomo che riconoscemmo per Giovanni di Scòrdio.

--Giovanni!--gridò mio fratello.

Il vecchio si fermò. Noi ci avvicinammo.

--Buona sera, Giovanni. Che novità?

Il vecchio sorrideva peritoso, impacciato, quasi che noi l'avessimo colto in fallo.

--Venivo—balbettò--venivo.... pel mio figlioccio.

Era timidissimo. Pareva che stesse lì lì per chiedere perdono di quell'ardire.

--Vorresti vederlo?--gli chiese Federico, a bassa voce, come per fargli una proposta in confidenza, avendo certo compreso il sentimento dolce e triste che moveva il cuore di quell'avo abbandonato.

--No, no.... Venivo soltanto per domandare....

--Non vuoi vederlo dunque.

--No.... sì.... troppo disturbo forse.... a quest'ora....

--Andiamo—concluse Federico, prendendolo per la mano come un fanciullo.--Vieni a vederlo.

Rientrammo. Salimmo fino alla stanza della nutrice.

Mia madre era là. Sorrise con benignità a Giovanni. Ci accennò di non far rumore.

--Dorme—disse.

Volgendosi a me, soggiunse con inquietudine:

--Oggi, verso sera, ha tossito un poco.

La notizia mi turbò; e il mio turbamento apparve così che mia madre credette di rassicurarmi soggiungendo:

--Ma poco, sai?, a pena, a pena; una cosa da nulla.

Federico e il vecchio già s'erano appressati alla culla e guardavano il piccolo dormente, alla luce della lampada. Il vecchio stava tutto chino. E nessuna cosa d'intorno era candida come la sua canizie.

--Bacialo—gli bisbigliò Federico.

Egli si sollevò, guardò me e mia madre con un'aria smarrita; poi si passò una mano sulla bocca, sul mento dove la barba era mal rasa.

Disse sottovoce a mio fratello col quale aveva maggior confidenza:

--Se lo bacio, lo pungo. Certo, si sveglia.

Mio fratello, vedendo che il povero vecchio diserto si struggeva dal desiderio di baciare il bambino, lo incorò con un gesto. E allora quel grosso capo canuto si piegò su la culla piano piano, piano piano.